La Uiltec ha tenuto ieri sera un’assemblea con i lavoratori dello stabilimento Sasol di Augusta per discutere le azioni da intraprendere dopo il confronto avuto con l’azienda in merito ai 65 esuberi dichiarati, presentati come soluzione alle attuali difficoltà economiche. Il sindacato ha cercato di comprendere le reali intenzioni aziendali per il futuro dello stabilimento, chiedendo se, dopo la fermata di due impianti, vi fosse un piano di investimenti in nuove produzioni. “La risposta è stata chiara: nessun nuovo investimento, neanche per i progetti già in fase di sviluppo – dice la Uiltec in una nota -. Abbiamo espresso forte preoccupazione per la sostenibilità dello stabilimento con soli tre impianti in marcia, ma l’azienda ha ribadito che il destino del sito di Augusta è legato esclusivamente alle congiunture del mercato. Come Uiltec, riteniamo inaccettabile che il futuro di circa 1.000 lavoratori, tra diretti e indotto, sia lasciato in balia delle fluttuazioni economiche. Siamo disponibili al confronto, ma solo davanti a un serio piano di investimenti e rilancio.”
Sul fronte degli esuberi, anche il piano aziendale non convince l’organizzazione sindacale che parla di tagli lineari “privi di una logica produttiva, senza alcuna disponibilità a ridurre il numero degli esuberi e con la dichiarata possibilità di ricorrere a licenziamenti, nonostante l’utilizzo di ammortizzatori sociali.”
A questo punto, la Uiltec ritiene inevitabile il ricorso agli strumenti di lotta previsti dalle leggi e dai contratti. “Non possiamo permettere che una realtà industriale così importante venga sacrificata – si legge ancora nella nota -. La crisi di Sasol si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà dell’intera area industriale, motivo per cui da tempo chiediamo un approccio sistemico e il coinvolgimento dei governi nazionale e regionale. È necessario un intervento politico ed economico per salvaguardare l’occupazione e il futuro dell’industria siracusana”.
Nei prossimi il sindacato ha annunciato la volontà di mettere in campo azioni di mobilitazione per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni, inviando un messaggio chiaro all’azienda: “non accetteremo passivamente la chiusura dello stabilimento di Augusta.”
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