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Augusta, rifugio per donne maltrattate nel terreno confiscato alla mafia: aggiudicato l’appalto

La centrale di committenza Cuc Trinakria sud, sezione Comiso, di cui il Comune si è avvalso ha concluso la procedura del bando di gara per circa due milioni e mezzo di fondi del Pnrr

Si fa più concreta la realizzazione del primo centro antiviolenza con casa rifugio ad Augusta in un terreno confiscato alla mafia da 22 anni e mai utilizzato finora. La centrale di committenza Cuc Trinakria sud, sezione Comiso, di cui il Comune si è avvalso per la procedura di gara, ha infatti aggiudicato nei giorni scorsi l’appalto finanziato con i fondi del Pnrr per un importo di circa due milioni e mezzo, di cui 1 milione e 770 mila euro di lavori, all’operatore economico “Spada costruzioni srl” di Valsamogia (Bo) che ha offerto il ribasso del 27,85 %.

Per realizzare un centro antiviolenza con casa rifugio e micro nido attraverso la demolizione e ricostruzione del fabbricato esistente e la sistemazione parziale delle aree esterne l’amministrazione comunale ha, infatti, partecipato ad un bando finanziato dall’Unione europea – Next generation Eu- Inclusione e coesione e misure per interventi speciali per la coesione territoriale e la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie presentando un  progetto esecutivo approvato dalla giunta a settembre dell’anno scorso.

La struttura nascerà in un terreno che ha al suo interno un vecchio fabbricato che si trova a Baia di Arcile, zona residenziale fuori dal tessuto urbano augustano e caratterizzato, per lo più da villette per la villeggiatura estiva. L’area dopo essere stata sequestrato ad un esponente della mafia lentinese nel 2000 fu  consegnato al Comune di Augusta nel 2009, ma da allora non è mai stato utilizzato.

 

 

 

 


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