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Augusta, “Indossare il busto per la scoliosi è da super eroi”: convegno e mostra fotografica al Comune

E’ organizzato dal responsabile dell’ unità operativa di Recupero e riabilitazione funzionale dell’ospedale Muscatello in collaborazione con la Federazione italiana medici pediatri e il Comune

Si svolgerà sabato 8 marzo, alle 10 nel salone di rappresentanza “Rocco Chinnici” del Comune un convegno sulla scoliosi dal titolo “Super eroi” organizzato dal responsabile dell’ unità operativa di Recupero e riabilitazione funzionale dell’ospedale Muscatello in collaborazione con la Fimp e il Comune. Il convegno vedrà la presentazione di una mostra fotografica i cui protagonisti sono otto ragazzi che si sono messi in gioco, con indosso il busto, per dimostrare che il suo utilizzo per 16 ore al giorno non limita le attività quotidiane, come raccontato sulla locandina realizzata dall’artista locale Ombretta Tringali.

Dopo i saluti del sindaco Giuseppe Di Mare e del direttore sanitario dell’Asp di Siracusa Salvatore Madonia, interverranno il segretario della Federazione provinciale dei medici pediatri Salvatore Patania, il presidente di Augusta photo freelance Romolo Maddaleni che ha collaborato al progetto fotografico assieme a Giuseppe Scapellato, Enza D’Antoni responsabile Educazione alla Salute aziendale e il responsabile del reparto di Recupero e Riabilitazione Salvatore Boccaccio che ha curato l’organizzazione dell’evento e il progetto fotografico.

“Il titolo “Super eroi” – spiega Boccaccio – nasce dal messaggio che si vuole proporre, e i personaggi della locandina vogliono evidenziare tale messaggio: portare tutti i giorni per 16 ore un busto è appunto da “supereroi e non da sfigati”. La scoliosi è una patologia comune specie nell’età della adolescenza; gli studi evidenziano come sia importante identificarla e trattarla precocemente per prevenirne il peggioramento.  L’impiego del “busto” risulta ancora oggi uno strumento indispensabile nel trattamento di tale condizione. Il convegno è stato pensato come un momento divulgativo e di dibattito volto a sfatare proprio l’utilizzo del “busto” che viene spesso visto come una cosa da nascondere piuttosto che come uno strumento necessario a limitare i futuri danni che tale condizione determina”.

 


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