“L’obiettivo di creare un nuovo reparto a Siracusa, la cui responsabilità sarà affidata alla qualificata e valente dottoressa Emilia Cotzia è, quindi, e unicamente quello di agevolare gli oltre 4.000 malati, 4.000 soggetti fragili, dichiarati invalidi, residenti nei comuni a sud di Siracusa e nelle zone montane, a cui non può essere negato il diritto di avvalersi del trattamento di chemioterapia il più possibile vicino alla propria residenza”. Ad intervenire così sulla polemica per il trasferimento dell’Oncoematologia dall’ospedale Muscatello di Augusta a quello di Siracusa, previsto già da mesi dall’Asp, è l’Ail, l’associazione italiana contro le leucemie, che si dice oltremodo sorpresa di leggere le “sorprendenti e ingiustificate contrarietà di soggetti politici che, a nome delle istituzioni (quali?), si mostrano contrari all’estensione del reparto Oncoematologia a Siracusa. Noi non siamo esperti di politica, – si legge ina una nota- ancorché avvertiamo, invece, il bisogno di una politica serena, equilibrata, ragionevole, in grado di non mischiare allarmistiche soluzioni affrettate a danno di malati oncologici, in particolare di quelli colpiti di leucemia, linfomi, mieloma e altre malattie del sangue”.
Poi sottolinea che non si tratta di alcuno “scippo” all’ospedale di Augusta, visto che l’unità operativa di Ematologia del Muscatello, “a cui si augura di aprire nuovi posti letto, continuerà regolarmente la propria attività diagnostico-terapeutica sotto la conduzione del primario dottore Floridia. Con pragmatismo, semmai, -prosegue la nota- bisogna apprezzare la saggia decisione dell’Asp di Siracusa di accrescere la fruizione dei servizi sanitari oncologici, anche all’ ospedale Umberto I. Perché si avranno, a beneficio della collettività, due unità indipendenti e idonee ad erogare gli stessi standard di cure”.
Secondo l‘Ail poter disporre dell’unità operativa a Siracusa è una necessità anche per i parenti degli ammalati, alcuni dei quali risiedono anche a Portopalo e zone limitrofe e sono costretti a percorrere inutili chilometri, sacrificando onerose giornate lavorative. Da qui l’auspicio che non vengano opposti ostacoli per migliorare in provincia le cure oncoematologiche, facilitando allo stesso tempo i soffrenti della gravosa malattia. “La nostra associazione di sicuro non rimarrà inerme di fronte a coloro che prenderebbero decisioni diverse dal buon senso e dalla trasparente logica mirata a favorire i pazienti con serie patologie” – conclude l’Ail
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