La sua realizzazione era prevista all’interno del capitolato d’appalto settennale per l’Igiene urbana già scaduto a luglio 2023, ma ad oggi non c’è traccia del Centro comunale di raccolta e di riuso di contrada Balate. Così parte del suo costo, insieme a quello della spesa stimata per la sua gestione dalla società che avrebbe dovuto realizzarlo, sarà restituito al Comune. La giunta comunale nei giorni scorsi ha approvato la quantificazione dell’ Ati -aggiudicataria dell’appalto e formata dalle ditte Igm rifiuti industriali srl (capogruppo mandataria) e dalle mandanti Pastorino e Ciclat trasporti ambiente società cooperativa con decorrenza dal 1 agosto del 2016- di complessivi 266.533,79 euro, oltre Iva se dovuta, per realizzazione e gestione dell’ impianto che non c’è, che verranno restituiti dall’Ati -che dopo la scadenza a luglio 2023 dell’appalto gestisce in regime di proroga ormai da quasi due anni il servizi in attesa dell’espletamento del nuovo bando di gara. La somma sarà restituita mediante compensazione al pagamento del canone mensile in quattro scadenze, tutte di 53306 euro ciascuna: una ogni mese, a partire dallo scorso febbraio e fino a giugno di quest’anno.
Una storia lunga e ancora non conclusa quella del Ccr, – fondamentale per raggiungere buoni livelli di raccolta differenziata che il Comune megarese non ha, visto che è ferma da tempo al 33-35% a fronte dei 65 % previsti dalla legge- che era uno dei punti del contratto di appalto per oltre 46 milioni di euro per il servizio di spazzamento, raccolta e trasporto allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani differenziati e indifferenziati, compresi quelli assimilati, ed altri servizi di igiene pubblica siglato a luglio 2016 con l’ Ati. Con deliberazione di giunta del gennaio 2022 era stato approvato il progetto esecutivo per un importo di 568.134,45 euro, ma due anni dopo è emerso che l’area comunale attigua all’ex Plastjonica, individuata dall’Ente per realizzare l’impianto, risulta interessata dalla procedura di esproprio avviata da Italferr- Gruppo ferrovie dello stato italiano perché rientra nel progetto in variante al Prg del bypass ferroviario di Augusta sulla tratta Catania –Siracusa che prevede anche l’eliminazione dei passaggi a livello.
Pertanto è impossibile realizzarlo laddove si pensava di farlo e sarà, dunque, necessario individuare un’altra area, con la somma non spesa che sarà restituita al Comune: dei 266.533,79 euro, oltre Iva, quantificati dalla società, 141.701 euro sono per mancati costi sostenuti per la realizzazione e 124.832,69 euro per mancati costi sostenuti per la gestione per il periodo dall’1 agosto 2016 al 31 gennaio 2025.
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni