E’ ritornato al suo originario splendore la scultura lignea della fine del Settecento, custodita nella chiesa Madre di Augusta e sottoposta a restauro, a cura del laboratorio di Rosaria Matarazzo che, con le necessarie autorizzazioni dell’ ufficio Beni culturali della Curia arcivescovile e la Sovrintendenza ai Beni storico-artistici di Siracusa, ha permesso la restituzione alla città di un antico simulacro di gusto popolare raffigurante Santa Lucia.
Il progetto “La bellezza ritrovata”, articolato in tre giorni, è stato possibile grazie al suggerimento di don Alfio Scapellato, amministratore parrocchiale della chiesa Madre che ha lanciato l’idea del restauro di questa scultura che presentava vistosi strati di ridipinture. L’iniziativa è stata prontamente accolta dalla Confraternita di Maria Santissima Odigitria ed ha trovato numerosi partner che hanno sostenuto finanziariamente le spese necessarie, tra questi il Rotary club, le Confraternite di San Giuseppe, Maria SS. Annunziata, Gesù Misericordioso, e oltre una decina tra aziende, famiglie o semplici cittadini.
In occasione della serata di presentazione, che si è svolta nella chiesa delle Anime sante, sono intervenuti i rappresentanti della Deputazione della Cappella di Santa Lucia di Siracusa con il presidente emerito Pucci Piccione che ha sottolineato l’importante contributo della città di Augusta in occasione dell’ anno luciano e in special modo per l’accoglienza delle sacre spoglie del corpo di Santa Lucia. La manifestazione ha registrato una prima parte storica con l’illustrazione della storia del culto di Santa Lucia dall’assessore alla Cultura Giuseppe Carrabino quale appassionato cultore di storia locale e governatore della Confraternita dell’Odigitria che ha ricordato la pala d’altare (oggi scomparsa) raffigurante la Madonna degli Angeli con i Santi Francesco, Chiara e Lucia, dipinta nel 1618 da Mario Minniti per la chiesa dei Cappuccini (demolita nel 1933); l’altro dipinto custodito in chiesa Madre raffigurante Santa Lucia unitamente a Sant’ Emidio (protettore contro i terremoti) nell’atto di intercedere la santissima Trinità per la città megarese.
La restauratrice Matarazzo ha illustrato le varie fasi dell’intervento rammentando che l’opera si presentava apparentemente in un discreto stato di conservazione. Le innumerevoli ridipinture che nel corso degli anni sono state sovrapposte, conferivano al manufatto un’organicità pittorica che tuttavia nascondeva le sottostanti cromature originali. La statua, posta su di un piedistallo anch’esso ligneo, sorregge con la mano sinistra una palma e con la destra una coppa che nel tempo è andata perduta. La mano destra, mancante in prossimità delle dita, era stata maldestramente riaccomodata con stuccature in gesso. Diverse lesioni e fenditure erano visibili nel verso del mantello e sulla veste. Il restauro ha previsto la rimozione delle ridipinture tramite solventi appropriati, testati a seguito di precedenti saggi di pulitura e con l’ausilio meccanico di attrezzi.
Oggi alle 18 il simulacro sarà traslato processionalmente in chiesa Madre con l’accompagnamento del corpo bandistico “Federico II – Città di Augusta” a cura del “Gruppo Tradizioni Augusta” che con il suo presidente Massimiliano Farina ha preparato tutte le fasi della manifestazione. Si tratta di un gruppo di giovani che sono stati notati dalla Deputazione di Siracusa che, apprezzando l’opera e l’entusiasmo, hanno voluto invitarli alle celebrazioni nel capoluogo. Il programma si concluderà domani con la celebrazione eucaristica e l’intronizzazione del simulacro in Chiesa Madre. La liturgia sarà animata dalla corale polifonica Iubilaeum della parrocchia San Francesco di Paola diretta dal Maestro Luigi Trigilio che intonerà il tradizionale Inno a Santa Lucia, scritto e musicato dal concittadino canonico don Carmelo Liggeri (1903-1993). Dalle ricerche di Giuseppe Carrabino è emerso che don Liggeri, oltre a scrivere l’inno siracusano, scrisse il testo di una specifica composizione per la tradizionale festa di Santa Lucia celebrata nella Cattedrale di Siena nella Domenica in Albis del 1939. Inoltre, l’anno seguente, ne scrisse un altro, ad oggi inedito, in occasione del Congresso eucaristico tenutosi a Siracusa.
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