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Augusta, esuberi alla Sasol: la Uiltec contraria all’accordo. Nuovo presidio stamattina

La preoccupazione principale di Bottaro, segretario generale, è che dopo la cassa integrazione per un anno per i lavoratori ci possa essere il licenziamento

Non condivide l’accordo siglato nei giorni scorsi dalla Sasol con Cgil e Cisl per i 65 esuberi già annunciati, che non prometterebbe nulla di buono per il futuro dei lavoratori,  la Uiltec che questa mattina è tornata di nuovo, dopo la settimana scorsa, davanti alla portineria dello stabilimento industriale  di contrada Marcellino. Un presidio di un paio d’ore per ribadire la propria posizione e far sentire la propria voce.

 “Non siamo d’accordo con un piano industriale che prevede la fermata di due impianti di produzione, pensiamo che con questi due impianti fermi la fabbrica non abbia più una prospettiva e che i 65 esuberi possano trasformarsi in licenziamenti, cosa mai accaduta in questa area industriale dove si è trovato sempre la soluzione per i lavoratori in esubero – ha dichiarato Andrea Bottaro, segretario generale della Uiltec Sicilia -. In questo contesto è intervenuto un accordo sindacale  che non abbiamo condiviso proprio per questo, perché pensiamo che questo prezzo lo possono pagare i lavoratori attraverso una cassa integrazione che li penalizzerà fortemente economicamente e perché pensiamo che soprattutto alla fine di questo percorso questi esuberi si trasformeranno in licenziamenti”.

Il sindacato, dunque, torna a sollecitare con forza che l’azienda  riveda i propri piani: “chiediamo un incontro con i vertici societari, con chi ha il mandato di poter rivedere il piano, perché incastoniamo questa vertenza Sasol in una vertenza sull’area industriale siracusana – ha aggiunto – e stiamo chiedendo l’intervento del Governo che supporti quest’area. In presenza di un intervento governativo chiediamo che Sasol si fermi su questo progetto,  in attesa di ricevere aiuti come tutte le altre aziende di quest’area industriale. Salvare i posti di lavoro è ciò che ci interessa”.


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