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Augusta, Opera pia Parisi Zuppelli, che fine farà?

È l’ interrogativo del presidente della filantropica “Umberto I” Di Franco dopo il disegno di legge, approvato qualche giorno fa dalla giunta regionale siciliana sulla liquidazione ed estinzione delle Ipab inattive

“Che fine farà la fondazione Parisi Zuppelli, se i terreni lasciati in eredità dal barone saranno messi in liquidazione? E quanta liquidità è rimasta?”. Sono gli interrogativi che si pone il presidente dell’associazione filantropica “Umberto I” Mimmo Di Franco, che entra nel merito del nuovo disegno di legge, approvato qualche giorno fa dalla giunta regionale siciliana su proposta dell”assessore regionale alla Famiglia e politiche sociali, Nuccia Albano che prevede la liquidazione e l’estinzione delle Ipab, istituti pubblici di assistenza e beneficenza inattive, cioè che da più di un biennio hanno un deficit economico e non sono nelle condizioni di espletare i servizi.

Tra questi  potrebbe rientrare anche l’Opera pia Parisi Zuppelli Santangelo, che con la legge 328 del 2000 che prevedeva il riordino delle Ipab “fu inserita, a mio avviso, arbitrariamente, perché –spiega- essendo una fondazione privata del barone Parisi Zuppelli che con suo testamento olografo lasciava in eredità agli orfani di guerra, un tetto e denaro per il mantenimento a scuola dei bimbi, non poteva essere modificata la volontà del defunto, per legge”.

Di Franco più volte si è occupato tramite la stampa della fondazione  e dei  suoi lasciti del Cavaliere Carmelo Parisi Zuppelli -che nel 1924, ammontavano a circa 2 milioni in contanti di lire e quasi 400 mila mq di terreno destinati ai bambini orfani, con il compito di farli studiare e accompagnarli nella loro crescita – nella qualità di presidente della filantropica, in quanto la carica veniva espressamente citata nel testamento insieme a quella del presidente del circolo Unione come supervisori dei beni ereditati e ha più volte chiesto  il completamento del direttivo, con la nomina del componente delegato della Regione che invece, nel 2022  ha mandato un commissario di cui vorrebbe conoscere l’attività svolta dal commissario a partire dal 17 marzo di tre anni fa. “Una triste pagina della storia augustana che si conclude?”– conclude Di Franco


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