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Crisi della chimica industriale e dibattito all’ex Ciapi, Crisci auspica presenza del sindaco di Augusta

La segretaria cittadina confida che il sindaco Di Mare si faccia carico di sensibilizzare i Governi regionale e nazionale per trovare soluzioni che garantiscano il futuro del polo industriale

 “Crediamo che intervenire sulla questione sia una responsabilità etica e morale per chi governa e a tal proposito confidiamo che il sindaco Di Mare si faccia carico di sensibilizzare i governi regionale e nazionale, ai quali egli fa riferimento, per trovare soluzioni che garantiscano il futuro del polo industriale. Auspichiamo anche che l’amministrazione Di Mare partecipi all’incontro pubblico che si terrà, al Ciapi di Priolo, il 18 febbraio alle 9:30, affinché possano ascoltare le preoccupazioni della popolazione, dei lavoratori e del sindacato che vedono sgretolare progressivamente l’intero polo industriale siracusano”.

A parlare è la segretaria della Cgil di Augusta Lorena Crisci che chiede un coinvolgimento diretto del primo cittadino sulla questione si cui si parlerà  all’incontro “Governo ed Eni chiudono la chimica di base in Italia”, promosso dalla Cgil per martedì 18 febbraio alle 9, 30 all’ex Ciapi di Priolo. Sarà presieduto da Gabriella Messina, segretaria confederale Cgil Sicilia e con gli interventi di Marco Falcinelli, segretario federale Filctem Cgil, Barbara Tibaldi, segretario nazionale Fiom Cgil e Pino Gesmundo, segretario confederale Cgil nazionale.

“Com’è noto la situazione della crisi industriale nel polo siracusano è molto preoccupante e richiede un’attenzione immediata o si rischia di avere ripercussioni gravi ed irreversibili per l’intera popolazione dato che il Pil del nostro territorio, Augusta soprattutto, deriva dalla zona industriale. – aggiunge la sindacalista-  La ritirata dell’ Eni Versalis da Priolo, Ragusa e Brindisi non lascia dubbi sull’addio  alla chimica di base e quelle che sono le conseguenze a breve e lungo termine sul nostro territorio. Lo scenario che ci si presenta di fronte ha conseguenze senza precedenti. Si stima infatti una perdita di posti di lavoro nell’ordine delle duemila unità. Questo rappresenterebbe per l’intero territorio un passo indietro che provocherebbe un progressivo ed inesorabile impoverimento ed un ulteriore esodo verso il nord e l’Europa dei nostri giovani in età lavorativa”.


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